Era un sabato mattina. Una passeggiata lungo il viale del Gianicolo con Massimo Scaligero. Pace, calma, tempo sereno. Poi, sul piazzale, confusi ai tanti turisti in ammirazione davanti al panorama, uno sguardo dallโalto della cittร di Roma. Un panorama fantastico, unico. Io mi espressi con frasi di meraviglia per la bellezza di quanto si offriva ai nostri occhi. Lui mi guardรฒ e aggiunse, alle mie parole: ยซDobbiamo essere grati al mondo spirituale per vedere il vuoto lร dove รจ il pieno: questa per noi รจ una protezioneยป.
Stetti per un poโ a pensare a cosa significassero quelle parole, poi chiesi: ยซDa cosa siamo protetti?ยป.
ยซDal vedere ciรฒ che ci circonda e che potrebbe essere fonte per noi di paura, di smarrimento o di angosciaยป.
ยซIn che senso?ยป.
ยซNon siamo preparati a โvedereโ, quindi vediamo il vuoto lร dove cโรจ il pienoยป.
ยซMa chi lavora con gli esercizi, con la disciplina interiore, potrebbe arrivare a vedere?ยป insistetti io.
ยซCertamente, ma al termine di un lungo camminoยป.
ยซMa io non potrei vedere?โฆยป. La mia sfrontatezza, a distanza di anni, mi fa vergognare di me stessa. Ma allora ero sicura di essere giร abbastanza avanti nella strada. Non sapevo certo a quellโepoca che dopo sessantโanni avrei realizzato di essere ancora allโinizio del percorsoยป.
ยซTi spaventeresti e non sarebbe giusto per il momentoยป.
ยซAnche se potessi solo per poco tempo?ยป.
ยซSarebbe una visione difficile da accettareยป.
ยซEppure io vorrei averla, questa visione, anche solo per un attimoยป.
La mia insistenza continuรฒ per un poโ, con lโimprontitudine della giovinezza e la sicurezza di me stessa che con il tempo si รจ, giustamente, del tutto ridimensionata.
Alla fine Massimo mi accontentรฒ.
Mentre guardavo davanti a me, in silenzio, improvvisamente vidi.
Tutto il vasto cielo che incombeva sul panorama era fitto di esseri di ogni genere, e cosรญ il piazzale in cui stavamo insieme ai visitatori e ai turisti. Cโerano entitร luminose insieme a entitร oscure, esseri elementari di ogni tipo e grandezza, dai piรบ piccoli ai piรบ grandi, di bellโaspetto o buffi o anche alquanto sgradevoli alla vista. E poi una quantitร di esseri demoniaci, scuri, orribili a vedersi, alcuni anche attaccati alle persone che gremivano il piazzale. Tutto era in movimento e gli esseri, muovendosi, sia i luminosi, angelici, sia i cupi, demoniaci, si intersecavano lโuno nellโaltro, non avendo uno spazio delimitato ognuno escludente lโaltro, ma piuttosto fluido e mutevole.
Ero ghiacciata dalla testa ai piedi, impietrita. Lโimmagine credo sia durata pochi secondi, ma per me รจ stato un tempo lunghissimo, che mi ha lasciato senza parola.
Ci siamo incamminati in silenzio sulla via del ritorno. Non avevo il coraggio di commentare.
Massimo ogni tanto mi dava un sguardo per vedere come avevo reagito alla visione. La sua presenza era per me una sicurezza, per cui non mostravo segni di angoscia.
Perรฒ quella fu una lezione che ho serbato sempre gelosamente in me e che mi รจ servita a capire quanto ci sia da lavorare interiormente per arrivare ad avere uno sguardo sulla realtร del mondo che ci circonda, di cui cogliamo soltanto quanto ci permettono i nostri sensi fisici. Ed รจ una vera protezione, come diceva Massimo.
Alcuni hanno come dono la possibilitร di vedere โil pieno del vuotoโ, sia perchรฉ sono dei Maestri, sia perchรฉ forse lโhanno conquistato, come discepoli, in una vita precedente.
Ci sono perรฒ anche delle persone che per qualche ragione karmica hanno squarciato il velo di protezione e vedono ciรฒ che non sono in grado di sostenere, e allora vengono considerati pazzi e per questo tenuti dalla medicina ufficiale sotto psicofarmaci.
Altri possono invece essere degli aiutatori, e pongono il loro dono di veggenza al servizio degli altri. Questo รจ ciรฒ che ognuno di noi dovrebbe aspirare ad essere: un aiutatore in grado di vedere e comprendere i nostri fratelli, in accordo con le entitร angeliche che si mostrano e danno il loro consiglio, se ne siamo degni.
Questo era il lavoro che facevano i โbuoni uominiโ del catarismo, nel periodo che va dal 1100 al 1250 circa, cosรญ come in passato era accaduto per i bogomili e ancora prima per i manichei. Essi consigliavano, imponevano le mani sul capo dei malati, che venivano guariti, e dei posseduti, che venivano liberati. Lโefficacia del loro aiuto poneva un termine di paragone troppo alto per la Chiesa petrina, che li sterminรฒ con la โSanta Inquisizioneโ e i roghi.
Ed รจ quanto potrebbe ripetersi anche per chi oggi, seguendo in maniera vera e attiva, non passiva e dialettica, volesse attuare fino in fondo ciรฒ che la Scienza dello Spirito insegna.
Il nostro รจ il nuovo catarismo, tanto che un giorno Rudolf Steiner, durante una riunione e guardando il pubblico, disse che molti seduti lรญ in passato erano stati dei catari.
Massimo Scaligero affermava che dopo il Duemila si sarebbe verificato un periodo che lui definiva โdelle nuove catacombeโ. Era evidentemente un modo per esprimere il fatto che il lavoro esoterico piรบ alto scientifico-spirituale sarebbe stato avversato e si sarebbe dovuti ricorrere al segreto โcatacombaleโ. Non siamo ancora giunti a questo, ma dato ciรฒ che la comunitร umana sta esprimendo in questo periodo, non sembra lontano quel tempo, nรฉ evitabile.
Prepariamo quindi le forze necessarie per sostenere la visione del โpieno del vuotoโ, e anche la conseguente possibilitร di ricevere il sostegno dei Maestri e delle Entitร angeliche, per dare a nostra volta aiuto e consiglio a chi ne ha necessitร , in questa societร che non ha ancora trovato la Via che Duemila anni fa ci รจ stata insegnata dalla Divinitร fattasi uomo tra noi: la sola che conduce alla salvezza.
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Grazie a Marina Sagramora-L’Archetipo
Immagini testata e di copertina: affresco e cunicoli catacombe San Callisto-Roma
Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni bui avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare verso lโoscuritร liberticida.
Ricordo a tutti loro che la vera libertร si conquista nellโarrestare il flusso di pensieri angoscianti e di paure e quindi essa inizia da un lavoro quotidiano su noi stessi.
Dobbiamo imparare a dominare il flusso di pensieri che ci perseguita. Non esiste libertร senza silenzio interiore. Non esiste silenzio senza il dominio dei concetti. Il pilota automatico di pensieri che ronzano nella nostra testa รจ il vero nemico.
LโArte della Concentrazione ci insegna ad esercitare il dominio su questo mortale intossicamento dellโanima. Come il musicista si esercita con lo strumento musicale noi dobbiamo esercitarci quotidianamente nellโArte della Concentrazione interiore. Come il musicista si abbandona allโascolto dei grandi compositori prediletti, cosรญ noi dobbiamo trovare la Luce nella direzione spirituale verso cui ci sentiamo chiamati.
Non esistono piรบ religioni imposte, neppure quella della cosiddetta scienza che viene inculcata nelle menti dei piรบ deboli. Sta alla nostra libertร trovare la direzione verso il Divino. E vi garantisco che la giusta pratica del dominio del concetto, ovvero lโarte quotidiana della Concentrazione, unita agli esercizi indicatici come fondamentali da Rudolf Steiner e approfonditi nella loro esecuzione da Massimo Scaligero, sono la porta verso la Luce e verso lโAmore.
Sto parlando ai ribelli angosciati che in questi giorni orrendi di ingiustizie tremende (e paventate), si rendono conto della situazione aberrante verso cui le Forze Oscure ci stanno sospingendo.
Sto parlando a quelli che avvertono la disperazione di un mondo che sembra franare in direzione di una barbarie tecno-informatica.
Non trasformerete nulla nella societร senza la volontร di trasformare voi stessi. Non concluderete nulla se non troverete il coraggio di esercitarvi quotidianamente nellโArte della Concentrazione, della disciplina interiore e nella preghiera riconoscente e quotidiana.
Seduti in silenzio in una comoda poltrona iniziate la rivoluzione! Quando Luce e Amore saranno scesi in voi, allora avrete lโautorevolezza e la serenitร per parlare al vostro prossimo.
E la vostra parola allora avrร vita e sarร esempio trascinante nei confronti degli spaventati e degli atterriti.
Vi accorgerete ad un certo punto che il Male (quello vero) non รจ degli uomini o degli esseri medium che ne sono portatori (lโรฉlite che sembra oggi comandare il mondo), ma di potenze invisibili che possiamo combattere solo partendo da noi stessi.
Per la nostra salvezza e per quella di coloro che verranno dopo di noi, รจ giusto manifestare, ma ancor piรบ giusto agire nel profondo dellโanima.
Decidete allora se volete stare dalla parte dei travolti o dalla parte dei salvati. Salvati dalla consapevolezza che il lavoro interiore quotidiano รจ la chiave di volta della salvezza.
Due giorni fa, il 27 novembre, Fabrizio Caruso, FK AZIONE SOLARE per noi di Ecoantroposophia, discepolo di Massimo Scaligero, ha varcato la soglia.
Silente ma sempre presente, ci รจ stato sempre accanto da prima che nascesse Ecoantroposophia.ย
Silenzioso si affiancรฒ a noi, allora alquanto rumorosi, sul forum on line della Societร Antroposofica che poi fu chiuso, dal quale fummo cacciati, ma ci restรฒ al fianco sempre e noi abbiamo sempre sentito il calore, il fuoco, della sua presenza. Non abbiamo fatto in tempo a raccontargli che quella stessa Societร , ben 15 anni dopo, ha spedito un invito di partecipazione per il Convegno di Napoli, ย a quegli “stessi ragazzi” che fondarono il Blog Ecoantroposophia.
Umile, discreto e dignitoso, Fabrizio suscitava in noi sempre un grande rispetto senza richiederne, perรฒ un rispetto mai piรน grande di quello che lui a noi riversava, che riversava a tutti: un grande Asceta, un essere nobile,ย di una razza superiore.ย
Sempre il suo pensiero si levava in alto fra le nubi a ritrovare la Luce, nella certezza della Vittoria: ogni sua lirica lo testimoniava – mentre, con la prosa, nei suoi scritti declinava la sintesi dei suoi Pensieri – e sempre tutto col suo tipico stile virile e nobile spirito. ย
Quale dono piรน grande di questo suo Pensiero costante alla Vittoriaย poteva lasciare ai suoi amici?
Perchรจ non sarร facile rimanere anche senza di Te Fabrizio, e non avremmo creduto di rimanere cosรฌ dolenti per la separazione, un vuoto sconcertante: cercheremo nel tempo di fare tesoro del Tuo esempio fedele alla Via,ย in questa maniera Ti terremo sempre con noi.ย
Grazie infinite per averci onorato dellaย Tua amicizia.
Un nudo silenzio impersonale รจ ora la mia mente, un mondo di visione chiara e inimitabile, un volume di silenzio firmato da una Divinitร , una grandiositร scevra di pensiero,vergine di volontร .
Un giorno sulle sue pagine lโIgnoranza poteva scrivere in uno sgorbio dellโintelletto la cieca congettura del Tempo e lasciare pallidi messaggi di luce dโun sol giorno, cibo per anime che errano al margine della Natura. Ma ora ascolto una parola piรน grande nata dal raggio muto, invisibile, onnisciente: la Voce che solo lโorecchio del Silenzio ha udito balza emessa da una gloria eterna di Luce. Da una vastitร e da una pace intatta tutto passa a tumulto di gioia in un mare di ampio riposo.
(Sri Aurobindo da โLast poemsโ)
๐ต
La mia orsolupesca animaccia โ che viene da varie parti, con intenti ingiuriosi, definita โpaganaโ, ingiuria che mi fa troppissimo onore e che cercherรฒ di meritare sempre piรน โ sente fortemente il fascino delle antiche misteriosofie eleusine, orfiche, pitagoriche, platoniche, mitriache, isiache e osiriane, etrusche e romane. E di quelle antiche misteriosofie โ oramai per sempre trascorse, come la โirremeabilis undaโ del mio amato Virgilio, nella traseunte espressione formale e storica, ma NON certo nel contenuto di eternitร โ ho molto amato il SILENZIO sacro!
Il motto โ eleusino, orfico e pitagorico โ โSygรจ kร i Alรจtheiaโ, ossia โSilenzio e Veritร โ, รจ valido oggi come 2000 anni fa, e un grande Maestro dโOriente, un Saggio molto amato da Massimo Scaligero, Ramana Maharshi, diceva che il Silenzio รจ lโUpadesha, lโInsegnamento, piรน elevato, e delle varie โformeโ dโIniziazione che il Guru puรฒ donare โ quella silente, quella per toccamento, quella verbale, quella rituale โ quella del Silenzio รจ la piรน elevata ed efficace, della quale purtroppo pochissimi discepoli son tanto maturi da giovarsene. E questo mi ricorda i lunghi silenzi, narratimi da chi lo conobbe, di Giovanni Colazza, o i lunghi, ermetici, silenzi di Massimo Scaligero nei quali immergeva alcuni di noi.
Religioni e filosofie che a tale silenzio si sottrassero degenerarono nella dialettica โ la grande traditrice dello Spirito โ e nellโintellettualismo โ il grande assassino di ogni forma di spiritualitร โ ed accompagnarono sovente tale tradimento e assassinio con quella sciropposa, edulcorata sentimentalitร , spacciata per โvia dellโanimaโ, conseguenza della rinuncia allโautentica impresa spirituale e al coraggio di voler essere liberi, nonchรฉ patetico surrogato, assieme allโattivismo, della consacrazione allo Spirito.
Questo, e non un โresiduale dono divinoโ sono quelle forme di spiritualitร sfaldata, e la stessa Antroposofia, nella misura in cui cada nella dialettica, nellโintellettualismo, nellโattivismo e nel sentimentalismo, non รจ certo migliore, anzi รจ sicuramente molto peggiore delle varie forme di spiritualitร sfaldata che oggi si fanno concorrenza in quel mondo di โmercanti di birra e venditori di trippaโ, che รจ lโattuale, mediocre e bottegaio, immondo mercato esoterico!
E perchรฉ no? Ehโฆ era una simpaticissima persona, un uomo veramente religioso, profondamente dedito… col Cristo e quindi capace anche di dare un grande aiuto… e anche di far funzionare il meccanismo del prodigio, del miracolo, perchรฉ era un uomo di grande fede e anche ispiratore delle forze di fede.ย
Era piuttosto brusco, certe volte anche severo: รจ capitato spesso che prendesse a calci qualcuno, perchรฉ quello che soprattutto lo irritava era la finzione, la finzione religiosa che purtroppo รจ inevitabile, proprio come fatto non cosciente. Mentre amava molto la sinceritร e questa lui la sentiva perchรฉ eraโฆ aveva una certa veggenza.
Tuttavia, rappresenta un personaggio di una schiera che tramonta, che non ci puรฒ essere piรน perchรฉ, perchรฉ lโepoca del credere รจ finita, รจ lโepoca del conoscere. Quindi Padre Pio รจ stato un grande aiutatore di una serie di esseri che ancora avevano bisogno dellโaiuto del cristianesimo mediante il sentimento. Ora perรฒ, questo รจ un aiuto che si puรฒ dire esaurito, perchรฉ nella sfera del sentire non รจ piรน possibile avere un rapporto con il Cristo senza che ci sia una animosissima azione sollecitatrice e suscitatrice. E allora non รจ soltanto il sentire, รจ una volontร profonda, una volontร veramente lanciata verso il cristianesimo, ma allora un simile sentire ha bisogno di conoscenza, ha bisogno di sapere come attingere alle forze piรน profonde della volontร . E quindi ecco che noi possiamo capire come la funzione di un Padre Pio sia esaurita. Lui ha lasciato dei discepoli, e ci sono dei sacerdoti molto devoti che continuano in quella direzione ma non รจ che abbiano il potere che aveva lui, perรฒ sono necessari, come saranno necessari ancora per diverso tempo dei sacerdoti onesti, dei sacerdoti che parlino del Cristo ma, oltre no, proprio secondo il Cristo. E questi sono certamente degli esseri rispettabili. Quindi di Padre Pio non possiamo che dire veramente bene.
Certoโฆย cosรฌ in questo momento ricordo, per esempio, che un certo Guido De Giorgio che nel gruppoโฆ in un gruppo che coltivava La magia come scienza dellโIo, e con una specie di ardimento,ย collaborava con articoli potenti in cui sembrava di vedere un essere che conquistava i mondi superiori mediante unโautoaffermazione magica, eโฆ che poi fallisse, perchรฉ tutto questo si reggeva su una specie di tensione, e andasse da Padre Pio, cosa che a quei tempi, siccome il capo di questo gruppo era Evola, Evola rimase piuttosto stupefattoโฆ e โฆ ma sono fenomeni che ci insegnano qualcosa. Questโuomo, a un certo punto, con tutte le tensioni della magia di Ur, del tantrismo, ed era uno di quelli che scriveva in una maniera piuttosto aggressiva, poi alla fine รจ andato da Padre Pio, ecco.
Adesso, dunque, cโรจ un altro tema quiโฆ
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SE IL KARMA DI UN ESSERE CHE ร GIUNTO ALLA SCIENZA DELLO SPIRITO ร STATO TALE DA PRIVARLO DI ALCUNE ESPERIENZE NECESSARIE ALLA NORMALITร, QUALI SONO I MEZZI CHE QUESTO ESSERE HA A DISPOSIZIONE PER COMPLETARSI?
Ecco, io vorrei, allโamico che fa questa domanda, far notare questo: che รจ la stessa cosaโฆ Che รจ stato privato di alcune esperienze necessarie alla normalitร โฆ ma questo รจ proprio ciรฒ che lโaiuterร . Proprio questo lo farร camminare perchรฉ deve sviluppare delle forze in una direzione, continuamente sollecitato da queste privazioni. Certamente, se un essere in queste condizioni conosce la Scienza dello Spirito, avrร lโaiuto che veramente gli รจ necessario, perchรฉ allora trasformerร tutto quello che gli si presenta come barriera, come ostacolo, come privazione dolorosa, lo trasformerร in una occasione di forza perchรฉ tutto quello รจ il senso, non solo, ma di forze che possono essere formidabili proprio per il fatto che ci sono quegli ostacoli. Un essere simile puรฒ benissimo, puรฒ senzโaltro diventare un gigante dello Spirito proprio perchรฉ ha questi ostacoli. E qui bisogna che noi ricordiamo che siamo nellโepoca della libertร .ย Adesso siccome ho una domanda su questo discorso, lo continuo proprio con questโaltra domandaโฆย Comunque, occorre vedere in queste privazioni, ecco qui vengono chiamate privazioni, delle decisioni dellโIo, รจ lโIo che si รจ preparato queste privazioni per poterโฆ per poterle riempire di potenza dellโIo. E quanti esseri che hanno veramente camminato debbono il loro piรน alto sviluppo spirituale proprio al fatto che hanno avuto queste privazioniโฆ Guardate, รจ piena la storia di esseri che sono stati vittoriosi proprio perchรฉ avevano un ostacolo continuo che sollecitava la forza. Tantโรจ vero che รจ sempre da considerare come un aiuto dellโIo tutto questo.
Ecco, qui, ho una frase molto bella, tratta dalla Filosofia della Libertร che dice:ย
E io aggiungo: se conosciamo, poi crederemo. Ma questo credere sarร il vero credere, sarร il credere nuovo, la fede ricostituita, la fede riconquistata; perchรฉ la fede non puรฒ venire piรน dal semplice, gratuito credere. Noi dobbiamo dire che lโ opera vicaria di Lucifero รจ finita in questo tempo.ย
In che cosa consiste questโ opera vicaria? Che cโรจ una parte celeste di Lucifero che ha funzionato al servizio del Cristo fin dai tempi dellโavvento del Cristo e dopo, in tutto il periodo che precede lโanima cosciente.ย Ossia, coloro che hanno potuto accostare il cristianesimo, salvo che non fossero della schiera dello Spirito Santo, la schiera dei discepoli, la schiera di Paolo, coloro che sentivano profondamente il cristianesimo, lo potevano sentire con forze che precedevano il cristianesimo, con forze del sentire, con forze del Lucifero Celeste, ossia con forze di fede profonda in cui non cโรจ attivitร dellโIo.
Ora, questa funzione del Lucifero positivo รจ finita ma noi, come seri studiosi della Scienza dello Spirito, dobbiamo renderci conto di questa funzione di Lucifero perchรฉ nel sentire non abbiamo il Cristo, abbiamo unโimmagine del Cristo. E perchรฉ San Francesco avesse qualcosa di piรน di unโimmagine fu necessario che avesse un corpo astrale particolarissimo, allora poteva sentirloโฆ ma Jacopone da Todi aveva unโimmagine del Cristo.
Ora, lโepoca dellโanima cosciente รจ unโepoca eroica, unโepoca nuova, รจ lโepoca in cui cโรจ la possibilitร della identitร con il Cristo e noi, quando parliamo dellโidea, parliamo di qualcosa in cui il Divino รจ in movimento direttamente, mentre nel sentire cโรจ un movimento indiretto, nel volere ancora piรน indiretto. Perรฒ il sentire e il volere poi possono entrare nella corrente del pensare che realizza il Logos.ย
Ora, questo assunto di โNon vogliamo piรน credere, vogliamo conoscereโ รจ lโassunto vero ed รจ veramente da pensare il piรน difficile perchรฉ lโuomo rifugge dal conoscere, preferisce credere. Chi di noi va a controllare tutto quello che ci dice la scienza? Ci crede e non se ne accorge che รจ una fedeโฆ Uno di noi: ha detto il tale, cโรจ un minimo di dimostrazione, io ci credo. E quindi la fede della antica rivelazione viene sostituita dalla fede nei fatti della scienza, la quale scienza, perรฒ, si regola in una maniera molto strana perchรฉ la scienza vuole soltanto i fatti sensibili, e giร parte da un presupposto che รจ poco scientifico perchรฉ indifferenzia il reale con il percepibile con i sensi e non esce da questo. E vieta al pensiero di avere la persuasione che possa arrivare nel cuore della veritร .
Quando si nega al pensiero la possibilitร di arrivare allโessenza delle cose, giร si รจ nella condizione della Chiesa che imponeva il dogma e poiโฆ: credeteci! La scienza allora impone il dogma dei fatti e poi dice: il pensiero non puรฒ arrivare nel cuore dei fatti. Da Kant in poi la situazione รจ questa. E la scienza inorridisce se cโรจ qualcuno che dice: โio nellโessenza della forza vitale arrivo col pensieroโ che รจ lโattitudine piรน scientifica. No, la Scienza, senza saperlo, inconsciamente dice: โnoi ti diamo i fatti percepiti, i fatti che sono solo i fatti percepibili con i sensi, e tu ci devi credere!โ.
Ma questo non รจ un dogmatismo che vale come quello trascorso, della Chiesa, ma รจ qualcosa di peggio perchรฉ si tratta di oggetti fisici e noi arriviamo allโidolatria moderna di tutto ciรฒ che รจ fisico, dimostrabile sul piano dei fenomeni fisici, con una relazione di pensiero che non dobbiamo sapere che cosโรจ questa relazione, perchรฉ il pensiero sta lรฌ al servizio di questa fenomenologia e non deve conoscere chi รจ lui; mentre noi sappiamo che questo pensiero che si inserisce nella fenomenologia fisica, e che trova i rapporti, รจ il pensiero che va conosciuto come la parte piรน importante di questa fenomenologia: รจ la parte viva, la parte realmente dinamica.
Perchรฉ quando questi scienziati propongono lโesperienza pura e stare solo ai fatti, e questo lo abbiamo ricordato che il positivismo logico รจ fondato su questo, la scuola di Vienna รจ nata da questo, poi se nโรจ andato lungo la tangente della logica matematica, ma il presupposto era questo: basta con le metafisiche, basta con le mistiche, dobbiamo stare alla pura esperienza, ossia ciรฒ che ci viene datoโฆ Soltanto che giร partono da un piccoloโฆ da una piccola superstizione, da un piccolo dogma: che il dato รจ solo quello dei sensi. E il pensiero non รจ un dato? E questo noi lo scopriamo con lo schema di Filosofia della Libertร : con la Filosofia della Libertร noi scopriamo che cโรจ un dato che viene dal mondo sensibile e gli va incontro un dato che si affaccia in me e che non รจ meno reale di quello sensibile, anzi, รจ piรน reale perchรฉ senza questo dato la serie delle note sensibili non avrebbe senso; perchรฉ quando io ho un fenomeno e lo collego col pensiero, tolgo il collegamento che il fenomeno รจ una serie di fatti sensibili che non hanno contenuto. Il vero contenuto gli viene dal pensiero.
Quindi il pensiero รจ un dato allo stesso titolo per il dato sensibile. E allora, esperienza puraโฆ lโesperienza pura non si potrร mai avere mediante le percezioni sensorie, a meno che non sia lโesperienza della percezione pura, che voi sapete che ascesi difficilissima รจ โฆ ma se noi vogliamo veramente lโesperienza pura, questa, quella di cui parlano gli scienziati, รจ lโesperienza del pensiero, lรฌ noi possiamo parlare di esperienza pura, perchรจ sperimentiamo un dato che noi stessi vediamo nascere in noi, mentre il dato sensibile รจ giร fatto senza di noi; e noi entriamo in questo dato mediante la percezione perchรฉ la scoperta ulteriore รจ che non esiste percezione sensoria senza pensiero. Una percezione sensoria in cui non sia presente un atto del pensiero non รจ possibile perchรฉ non esiste una percezione sensoria da sรฉ, esiste sempre per un soggetto, e uno dei punti importanti della Filosofia della Libertร รจ proprio questo, quando il Dottore dice: โNon cโรจ contenuto sensibile se non per un soggetto che lo sperimentaโ. Quindi รจ inseparabile dal soggetto, e come lo sperimenta? Mediante un atto di pensiero che รจ inserito nella percezione. Ora, considerare separati percezione sensibile e pensiero, questo รจ stato intanto lโerrore di Kant, errore perchรฉ ? Si puรฒ anche considerare separati, ma per comodo di ragionamento, ma in realtร non esiste una separazione tra il pensiero e la percezione, tra la percezione e il pensiero anzi.
Quindi, ecco, non vogliamo piรน credere, vogliamo conoscereโฆ: questo รจ il conoscere, questo รจ uscire dallโantica oscuritร , veramente da un vero oscurantismo che purtroppo si riaffaccia con lโeruditismo della scienza, nelle veritร matematiche cโรจ unโintuizione empirica della veritร nella quale lo Spirito non riconosce se stesso perchรฉ crede che la veritร sia lรฌ, nel fenomeno, nella formula o nellโespressione, e non nellโatto del pensiero che si riconosce e dร lโassenso, per cui quello diventa una veritร . Quindi abbiamo empirismo ingenuo e dogmatismo che si uniscono nella Scienza a fare presumere di essere la Scienza della concretezza. Noi questo lo dobbiamo scoprire perchรฉ per uscire dallโinganno dellโattuale cultura, per uscire dalla dialettica, per riconquistare quello che รจ perduto dobbiamo veramente capire i limiti interiori di una simile indagine, soprattutto per un fatto che qui non possiamo non ricordare, perchรฉ il pensiero che si limita ad apprendere i fatti, la fenomenologia…, e che, svirilizzato, depotenziato e, direi, paralizzato, deve ignorare il proprio movimento. Questo pensiero non avrร mai la fonte del vero conoscere, non avrร mai il punto in cui รจ un pensiero in movimento, lo deve ignorare perchรฉ quello รจ il pensiero essenziale che Kant negava allโuomo.ย
Questo pensiero che cosa รจ? Ancora Filosofia della Libertร , dal momento che รจ stata chiamata in causaโฆ Questo pensiero vivo รจ la fonte degli impulsi morali; non cโรจ impulso morale che non nasca come intuito del contenuto interiore di qualcosa, quindi quando noi abbiamo paralizzato questo pensiero, non cโรจโฆ non รจ possibile che ci sia piรน moralitร al mondo, ma ci sarร la moralitร finta, quella delle regole, delle regolette, delle regole psicologiche oppure etico-religiose, oppure religiose, che sono degli assunti retorici con cui lโIo conoscente non ha rapporto, proprio per la ragione che abbiamo detto; perchรฉ, questo รจ un altro punto che abbiamo spesso sviluppato, non cโรจ piรน regola che possa funzionare se non รจ lโIo che รจ il creatore della regola.
Quindi, qualsiasi intuito morale รจ un intuito assolutamente personale e quanto piรน รจ personale, tanto piรน รจ morale; ossia quanto piรน entro nellโidea esatta di unโazione che devo compiere e la cesello e entro dentro, tanto piรน questo intuito รจ individuale e tanto piรน รจ una potenza morale. Dove manca questo la moralitร non cโรจ piรน. Quindi moralitร che manca alla pedagogia, e quindi la pedagogia folle, che ci dร i criminali fin dallโadolescenzaโฆ (avete letto quello che dice oggi il giornale, di due ragazzette che in America, hanno voluto sperimentare per curiositร come moriva un ragazzo, e lโhanno strangolatoโฆ per capire come moriva) ecco, questi sono il frutto dellโassenza di scorrimento di forze morali nella Cultura per il fatto che รจ paralizzato il pensieroโฆ assenza di moralitร nella pedagogia, assenza di moralitร nella sociologia, perchรฉ il problema investe tutto,ย perchรฉ quando abbiamo paralizzato il pensiero, kantianamente e marxianamente, non crediamo piรน in unโessenza interiore del pensiero, e allora non cโรจ piรน forza morale che entri nella cultura, che entri nellโanima dellโuomo e che sia una forza dellโuomo, abbiamo soltanto degli esseri che da sรฉ riescono, allora ci sono delle figure eccezionali, che noi conosciamo, ma sono veramente delle eccezioni.
Quindi: non vogliamo piรน credere, vogliamo conoscere: questo รจ veramente il senso della nascita dellโanima cosciente. E adesso troviamo il modo di continuare il discorso. Dunque, vediamo seโฆ cosa possiamo inserireโฆย Dunque..
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“LA VOLONTร DI ANDARE CONTRO SE STESSI”
Lโaltra domanda che si puรฒ collegare a questo รจ: โL’IO QUALE SOGGETTO PERCHร ESECUTORE DELLA VOLONTร DELL’IO SONO NELL’ UOMO.โ
Dunque, miei cari amici, siamo proprio alla vigilia dellโepoca, poiโฆ alla vigilia dellโepoca che vuole questo: che cessiamo di credere, perchรฉ dobbiamo conoscere: per poter nuovamente credere e per avere quella Fede di cui il Cristo dice che โmuove le montagneโ, ma quella รจ la Fede che ce la dobbiamo conquistare mediante la conoscenza.ย
Ora lโepoca รจ la quinta epoca: รจ lโepoca della libertร , che รจ caratterizzata dalla libertร . Proprio il principio che domina la quinta epoca รจ lโesperienza della libertร dellโuomo. Tutto si risolverร veramente nella direzione della libertร . Perรฒ, simultaneamente, bisogna dire che รจ lโepoca in cui le forze del Male si scatenano. Eโ proprio in questโepoca che avremo a che fare con il Male perchรฉ la libertร avrร un compito molto grande quando sarร la funzione dello Spirito. Il compito molto grande รจ questo: di usare le forze del Male, e di di piegarle per il Bene, quindi trasformare il Male in Bene.ย
Questa รจ lโepoca in cui noi avremo a che fare con il male in una maniera che avrร un crescendo pauroso โฆ e la scienza giร sta producendo qualcosa di simile, la scienza non interiorizzata, la scienza non dominata dallo Spirito, la cultura non permeata dallo Spirito sta producendo questi germi. Ora, lโepoca passata รจ lโepoca in cui si doveva preparare la venuta del Cristo, la quinta epoca รจ lโepoca dellโazione del Cristo eterico, della libertร dellโuomo e dellโaffrontamento del male da parte degli esseri liberi.
E questa sarร unโepoca veramente di eroismo, ecco perchรฉ si parla tanto del Graal, perchรฉ la sesta epoca invece sarร unโepoca di contemplazione dello spirituale, unโepoca di contemplazione del Divino, quindi si realizzerร tutto ciรฒ che si sarร preparato come forza spirituale nella quinta epoca.ย
Ora noi dobbiamo essere consapevoli di questo perchรฉ tutta lโopera dello Steiner che noi studiamo, ci costruisce questa visione, la sintesi รจ questa visione: lโuomo deve conoscere, lโuomo deve essere libero, ci debbono essere dei dirigenti dellโumanitร che siano degli esseri liberi, occorre che ci siano delle elites, delle comunitร di esseri veramente liberi, capaci del coraggio della libertร , che – naturalmente ricordiamo sempre che la libertร interiore non ha niente a che vedere con quella di cui si commercia nelle propagande politiche – รจ la libertร interiore, la libertร dellโIo, la possibilitร dellโIo di essere indipendente dallโastrale e di fronteggiare le situazioni drammatiche, le situazioni tragiche dellโanima.ย
Quindi noi ci troviamo dinnanzi questo compito perchรฉ verranno degli esseri, si incarneranno, e giร si sono incarnati degli esseri, che devono combattere in questa direzione perchรฉ la decisione della direzione รจ un evento che si verificherร poco prima della fine del secolo. Un decennio prima della fine del secolo ci sarร veramente una decisione da parte di esseri che nascono con delle forze nuove che, perรฒ, hanno bisogno di orientamento. Quello che รจ importante รจ che noi possiamo impedire che questi esseri debbano conoscere la loro funzione, o la loro missione attraverso una serie di errori, una serie di confusioni; e che soltanto lasciando brandelli delle loro forze lungo il cammino riescono a capire quello che devono fare: ecco la nostra responsabilitร , la nostra chiarezza, la possibilitร di andare incontro a questi esseri, in modo da chiarire loro il compito, in modo che immediatamente possano, raggiunta lโepoca della giovinezza, con lโIo a ventun anni, possano cominciare a operare veramente per lo Spirito. Se questo sarร fatto allora noi avremmo veramente corrisposto a ciรฒ che il Mondo Spirituale aspetta da noi. Perรฒ, naturalmente, occorre una grande volontร di andare oltre se stessi.ย
Che cosa significa questo, volontร di andare oltre se stessi? Noi abbiamo i problemi personali, abbiamo i problemi dellโIo, dellโIo contingente, abbiamo tutta lโorganizzazione astrale che si fa passare per lโIo. Ora: questo รจ il personale, tutto ciรฒ che di personale ci accompagna nellaโฆ nellโallenamento interiore. Eโ questo che va superato, รจ questo lavoro di continua misura delle proprie difficoltร , come una tensione verso il limite soggettivo, che ci porta a capire che la nostra azione รจ collegata a un evento che riguarda tutta lโumanitร , e che quindi noi veramente possiamo superare tutto ciรฒ che รจ personale contemplando il contenuto di questo evento. Allora cominciamo ad avere delle forze, e le forze sono necessarie, sono necessarie perchรฉโฆ guardate il mondo, adesso, quello della cronaca dei giornali, poi guardate tutto quello che avviene nellโintorno prossimo che voi conoscete, e poi potete avere unโidea di quello che si sta preparando, perchรฉ cโรจ una lotta sul piano fisicoโฆย
Non si da forse abbastanza importanza al fatto che nel Libano sono cominciate le lotte tra cristiani e musulmani, questo รจ un regresso di secoli. Ma dovunque ci sono resipiscenze razziali, per esempioโฆ gruppi etnici che rivendicano autonomia, quello รจ razzismo. I baschi che agiscono sventolando unโideologia che sembra quella del collettivismo, quella รจ una forma di razzismo, รจ un regresso terribile, arimanico: perchรฉ รจ lโera dei popoli, non delle razze. Un popolo unisce diverse razze e le unifica secondo un denominatore spirituale.
LโItalia, ma quante razze ci sono in Italia, lโItalia fu unificata da Iniziati, Garibaldi era un Iniziato, Cavour era un Iniziato, Giuseppe Mazzini era un Iniziato, leggete le conferenze sul karma del Dottore o fatevele raccontare da chi le conosce. Degli Iniziati si sono riuniti per fare lโUnitร dโItalia, per far superare il regionalismo, per far superare le differenze tra Nord Sud, razze mediterranee, razze nordicheโฆ e lโitaliano รจ vivo, รจ bello, รจ forte, รจ geniale perchรฉ รจ un incontro dinamico di razze. Guai se a un certo punto i sardi dicessero: โma noi siamo sardiโ, oppure: โnoi siamo sicilianiโ; oppure i piemontesi: โah ma noiโฆโ: questo รจ un regresso, รจ il regresso di Arimane. Ma guardate che sta avvenendo in tutto il mondo che ciascuno torna indietro nella propria razza, ma ci son voluti secoli per superare la razza e creare i popoliโฆ e il Cristo viene per abolire i legami del sangue come condizione per unโunione tra gli uomini, per creare legami cosmopoliti, legami internazionali dello Spirito. Questo รจ il Cristianesimo, non si ritorna indietro alle razze, questo sta avvenendo, questo รจ un aspettoโฆ ma poi guardate quello che sta avvenendo di distruzione delle forze morali, distruzione delle forze di generositร per cui condannano qualcuno: se appartiene a una certa corrente fanno le petizioni, se non รจ di quella corrente lo vogliono uccisoโฆ ma questo che cosa รจโฆ?ย
Ora, questo, รจ inutile che io vi dica, perchรฉ ogni giorno voi lo potete vedere leggendo i giornali. Ora, questo ha un retroscena occulto, sul piano occulto cโรจ una lotta ancora piรน terribile, e se noi saliamo ancora piรน in alto, troviamo unโaltra lotta che si svolge tra esseri giganteschi e tutto perรฒ si svolge intorno allโuomo. Se poi noi ascendiamo troviamo il Mondo Spirituale che non รจ un mondo facile, รจ un mondo del quale abbiamo, come dicevamo pocโanzi, tutte le descrizioni possibili; ma quelle descrizioni, cari amici, sono un materiale che bisogna veramente trasformare in conoscenza, non รจ un sapere, non รจ qualcosa per conferenze, per insegnamenti, รจ qualche cosa che deve diventare alimento di forze che si liberano secondo quella libertร di cui parlavamo prima. Allora noi siamo in relazione con forze spirituali, perchรฉ questa lotta sul piano fisico noi possiamo vincerla soltanto con le forze vittoriose sul piano spirituale, collegandoci con ciรฒ che vince sui piani spirituali. Ci sono scatenamenti demoniaci oltre quelli di Arimane e Lucifero, ci sono legioni di esseri che obbediscono a questi, poi ci sono le correnti occulte arimaniche, le organizzazioni occulte luciferiche o arimanico-luciferiche.ย
Ora, noi possiamo dire che ci sono veramente molti ostacoliโฆ ecco lโimportanza della via della conoscenza, del superamento di se stessi, la volontร di andare oltre se stessi.
Qui collego con unโaltra immagineโฆ
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L’ IO QUALE SOGGETTO PERCHร ESECUTORE DELLA VOLONTร DELL’ IO SONO NELL’ UOMO
Noi qui ricordiamo che le forze che guidano lโuomo sono la Forza di Michele e il Cristo. Per esempio la Filosofia della Libertร รจ unโespressione di Michele, del pensiero di Michele. Tutta la Scienza dello Spirito รจ il messaggio di Michele, ma il messaggio di Michele รจ il messaggio del Cristo. Michele รจ il portatore della libertร , รจ Colui che puรฒ avere rapporto con lโuomo lร dove lโuomo si libera. Uno di noi che invocasse Michele potrebbe fareโฆ provare persino estasi micheliane ma il mite non lo sentirebbe per nienteโฆ ma se libera il pensiero e, contemplativamente riesce a muovere secondo lโimmaginare micheliano, allora รจ in contatto con Michele, allora la forza di Michele penetra in lui.ย
Che cosa significa questo? Lโuomo รจ in relazione con le Gerarchie, lโuomo in questโepoca comincia lโesperienza della libertร e qui dobbiamo fare una piccola parentesi: lโuomo รจ libero. Noi abbiamo parlato di una libertร che bisogna conquistare per avereโฆ mediante il conoscere. Ma, come karma, come impulso cosmico, ogni essere oggi รจ libero. Cโรจ un impulso di libertร in tutti perchรฉ รจ proprio lโepoca dellโanima cosciente, รจ lโIo che sta scendendo, soltanto che questo Io, non afferrato nella zona della sopra-coscienza o della coscienza piรน desta va a finire nella sfera degli istinti e allora abbiamo degli esseri ricchi di Io ma che sono degli esseri terribilmente istintivi e negatori dello Spirito, questo รจ il pericolo. Qui chiudiamo la parentesi.
Ora, ci sono le Gerarchie le quali voi sapete che sono in relazione con lโuomo, che sono in relazione per esempio con lโattivitร del sentire, con lโattivitร del volere, con lโattivitร del pensare. Piรน potenti gerarchie sono in relazione con i sistemi fisiologici dellโuomo, per esempio con il corpo fisico, con il sistema ghiandolare dellโuomo,con il sistema respiratorio, il sistema sanguignoโฆ Si puรฒ dire che tutto ciรฒ che in noi si muove sono correnti spirituali, quelle piรน importanti sono quelle che agiscono nellโanima. Ora le correnti delle Gerarchie operano come prima, come qualche secolo fa, come in anticoโฆ Eโ solo Michele che ha il rapporto nuovo con lโuomo. Quindi, se lโuomo non trova il rapporto con lโanima cosciente, col portatore dellโanima cosciente che รจ Michele, le correnti delle Gerarchie agiscono in un modo antico, e tutto quanto quello che viene come forza devia e diventa ostacolo per lโuomo. Questo voi lo potete trarre dalle lettere ai membri, quello che viene chiamato โLโimpulso di Micheleโ.ย
Ora questo รจ importantissimo, perchรฉ se noi non seguiamo la via del pensiero liberato, anche quelle che sono forze spirituali pure, deviano. E quindi le forze delle Gerarchie vanno contro le forze di Michele in noi. Ecco il conflitto umano, ecco che, delle forze che in alto sono forze creatrici, in noi diventano forze distruttrici. Cโรจ persino un capovolgimento, ossia delle forze di amore che diventano forze di odio e voi vedete che tutta la vita dellโuomo รจ tessuta di questi contrasti, di amore, odio, di continua perdita di quella che รจ la linea positiva dello Spirito.ย
Un amore che non รจ capace di fedeltร , per esempio, un amore che non รจ capace di sacrificio e di continuitร โฆ ma รจ proprio alla mercรจ di queste correnti, di queste forze contrastanti, perchรฉ su quel piano, sul piano umano agiscono le Gerarchie inferiori, ossia gli Ostacolatori. Detto questo, perรฒ, dobbiamo dire che cโรจ una Forza in noi che giunge fino allโintimo della personalitร ; mentre per Michele noi dobbiamo arrivare veramente a liberare il pensiero altrimenti non abbiamo relazione con Lui, e allora tutto il rapporto con le Gerarchie รจ sbagliato, quindi voi pensate tutte le nevrosiโฆ guardate, la nevrosi รจ una malattia generale dellโumanitร , non cโรจ nessuno che si sottragga, ma proprio per questo contrasto tra forze regolari con forze altrettanto regolari che, se entrano in contrasto nellโuomoโฆย
Cโรจ perรฒ una forza che unifica tutto e che non ha bisogno che noi ci eleviamo: ha bisogno che sprofondiamo in noi stessi, ma anche questo รจ un atto di coscienzaโฆ questa รจ la forza del Cristo.ย
Questo noi lโabbiamo detto che cโรจโฆ Il pensare deve essere liberato dal soggettivismo per avereโฆ perโฆ perchรฉ sperimenti la propria corrente, la universalitร fondata in se stessa. Nel rapporto col Cristo noi possiamo essere terribilmente personali, quanto piรน noi siamo personali tanto piรน questo rapporto di profonditร cโรจ. E allora perรฒ noi scopriamo che, se non siamo dotati di pensiero liberato, capace di liberazione, questo contatto col Cristo lo possiamo avere soltanto sotto lโimpulso di potenti dolori o di potenti amori, sotto lโimpulso di una disperata ricerca di un principio. Ma questo puรฒ essere realizzato a fortiori, a maggior ragione, se cโรจ la liberazione del pensiero.
Allora non dobbiamo dimenticare questo, che, se per lโesperienza di Michele abbiamo bisogno veramente di elevare il pensiero con sfera delle proprie idee, per il contatto col Cristo noi dobbiamo operare con ciรฒ che รจ piรน potentemente personale, di piรน intimo, di piรน segreto, di piรน privato, di piรน sincero, come confessione di se stessi, perchรฉ questa รจ la vera confessione: che uno incontri il Cristo in sรฉ e gli apra la propria anima. E allora puรฒ ricevere le forze, ma vi posso assicurare che la venuta di queste forze non si puรฒ verificare senza che divenga unโistanza per la conoscenza di Michele.
Abbiamo visto come la coscienza degli Atlantidi fosse ancora legata con il mondo spirituale e come per loro in effetti lassรน fosse giorno e quaggiรน, nel mondo fisico, notte. Poi abbiamo seguito la discesa dellโumanitร nellโepoca postatlantica lungo i diversi periodi di civiltร fino a quello greco-latino, fino alla comparsa del Cristo-Gesรน sulla terra.
Ora vogliamo osservare unโaltra volta il nostro quinto periodo di civiltร . Grazie allโintelligenza indirizzata soltanto al piano fisico, lโumanitร di oggi si รจ avviata nella discesa piรน a fondo di quanto non fosse avvenuto per le altre grandi civiltร . Il materialismo porta ad un alto dispendio di forza di comprensione e di lavoro di pensiero, il quale crea solo per il piacere fisico. Ad esempio รจ tipico per il nostro tempo lโessersi cristallizzati nella vita economica. La civiltร del presente lavora soltanto per il piano fisico, con una raffinatezza fino ad ora mai raggiunta. Per lโoccultista รจ quindi evidente perchรจ proprio nel nostro tempo la contrapposizione fra religione e scienza, che si manifesta nei piรน diversi movimenti sia tanto grande, e perchรจ il baratro fra loro sia tanto ampio. Il contrasto fra religione e scienza, del quale soffre anche lโarte, si mostra sempre quanto piรน si abbassa il livello della cultura. Possiamo notarlo nella scienza attuale che si limita del tutto a un pensare materiale e astratto. La filosofia non รจ qualcosa di assoluto, ma qualcosa che nel corso dellโevoluzione dellโumanitร si era formata in base a determinate premesse, man mano trasformandosi. Prima che esistesse un pensare filosofico, cominciato con i Greci solo nel sesto secolo a.C., vi fu un modo di conoscenza che derivava dalla saggezza dei misteri. Tale saggezza aveva la sua sorgente in unโinteriore esperienza dellโanima nella quale si manifestavano i segreti del divenire universale. Quando nellโanima umana scomparve lโantica capacitร della veggenza intuitiva, si presentรฒ lโosservazione delle percezioni sensibili e animiche guidate dallโintelletto. Nei primi tempi pure avveniva che i filosofi, grazie a una veggenza interiore ancora possibile o ad una tradizioneย dellโantica conoscenza dei misteri, ne sapessero ancora qualcosa e la compenetrassero con la capacitร intellettiva in formazione. Pitagora e Platone avevano nella veggenza la sorgente del loro sapere. Soltanto Aristotele lavora in base alla pura tecnica del pensiero e fonda la logica. Lโaristotelismo rimase determinante per tutto il medioevo ed ebbe una sua fioritura nella prima scolastica.
A poco a poco si fermรฒ perรฒ un baratro fra sapere e fede. Fra l’intelletto e la ย sua tecnica del pensiero da un lato ย e la veritร sovrasensibile dall’altro si formรฒ un baratro che ebbe la sua ultima espressione in Kant. In Kant e nella sua filosofia abbiamo un vicolo cieco; in esso ci ha condotto il pensare materiale. Purtroppo Kant fu colui che fecondรฒ tutta la filosofia moderna. Il ricercatore dello spirito dice queste cose non per criticare la filosofia moderna. Le mostra per gettare luce sul cammino che puรฒ far uscire dall’ossificazione dei pensieri. Allo scopo vi รจ solo una via: scienza, arte e religione, i tre rami della civiltร , devono compenetrarsi a vicenda, devono emanare vita spirituale. E’ compito della scienza dello spirito occidentale conseguire questo scopo. Essa deve mettere pace fra i due aspetti dell’anima che piรน non riesce ย a unire in sรฉ fede e conoscenza. Nulla avviene nel nostro mondo materiale senza il lavoro dello spirito. Lo spirito รจ sempre il creatore di tutto quanto รจ fisico. Nella scuola filosofica del pragmatismo di James*, tanto in vista, abbiamo soltanto uno pseudospiritualismo che afferra lo spirito materialisticamente, anche se comunque ha prodotto qualcosa di buono.
Il nostro tempo attribuisce alle tare ereditarie un’enorme e determinante importanza. Anche in merito a tali condizioni ereditarie, dal punto di vista della scienza dello spirito che vede i fatti fisici quali conseguenze di quelli spirituali, va detto che per i fenomeni patologici che ne derivano la sfera spirituale viene ostacolata da quella fisica e non riesce a manifestarsi. Ma come lo spirito รจ disceso nella materia fisica, puรฒ allo stesso modo risalire quando abbia raccolto le sue esperienze sul piano fisico. Tutto nel mondo รจ in evoluzione, e quindi anche l’uomo fisico e i suoi organi. Sappiamo che il corpo fisico umano ha organi che oggi non hanno piรน funzione alcuna: sono organi del passato i cui rudimenti portiamo ancora in noi. Del pari abbiamo predisposizioni per organi del futuro che oggi sono in una condizione di passaggio e di trasformazione. Ricordiamo anzitutto il cuore. E’ un organo i cui muscoli hanno fibra a striatura trasversale. ll cuore รจ una croce ย per l’anatomia della scienza materialistica, perchรจ รจ un organo involontario e ha muscoli a striatura trasversale invece che longitudinale, come tutti gli altri muscoli umani involontari. Come la scienza non immagina, รจ appunto un organo del futuro ed รจ sulla strada di diventare un organo volontario. Oggi nell’occultista รจ giร formato. Cosรฌ รจ per la laringe, anch’essa รจ un organo dell’avvenire… Vi รจ collegato il profondo mistero della procreazione. Oggi esso traspare nel momento della maturitร sessuale con il cambio della voce. In avvenire l’uomo genererร il suo simile con la parola, e la laringe diverrร un organo creativo. L’avvenire dell’umanitร sarร nel dar forma materiale all’interioritร , alla sfera animico-spirituale. L’umanitร รจ sulla via della spiritualizzazione ย per lavorare in modo sempre piรน cosciente alla trasformazione dei suoi corpi. Da una concezione spirituale del mondo dobbiamo trarre la forza per questo compito nell’avvenire. Dobbiamo compenetrare con gioia e forza il sentimento di collaborare a questa grandiosa evoluzione.
Mi sia permesso di dire ancora qualche parola sulle due grandi leggi universali del karma e della reincarnazione. Sull’antica Luna non vi erano ancora queste due leggi. Solo con l’inserimento dell’io sulla terra, circa dalla metร dell’epoca lemurica fino alla metร di quella atlantica, si puรฒ parlare dell’inizio della reincarnazione come ora la conosciamo. Per l’animale, per il cui io vi รจ l’anima di gruppo, ancora oggi non esiste la reincarnazione. Troviamo nel mondo astrale il legame tra una specie animale e l’io corrispondente. Ad esempio per l’anima di gruppo dei leoni, la morte di un leone qui sul piano fisico corrisponde per noi al tagliarci un’unghia. Un animale come un leone รจ anzitutto un essere astrale che dall’anima di gruppo manda verso il basso come una corda che discende sul piano fisico, si condensa, e dopo la morte del singolo leone ritorna sul piano astrale. L’anima di gruppo la fa rientrare come una parte di sรจ. Sull’antica Luna vi era lo stesso processo anche per l’anima umana. Anch’essa era una parte della sua anima di gruppo e ritornava nel suo grembo. Come la Bibbia si esprime, essa era nascosta nel grembo del padre Abramo. Solo durante l’epoca lemurica le parole reincarnazione ย e karma iniziano ad avere un senso, e in un futuro cesseranno di averne uno. L’uomo allora entrerร stabilmente nel mondo spirituale e continuerร a lavorare in esso. Quando ad esempio l’uomo avrร sviluppato in sรจ l’impulso alla fraternitร , cesserร l’evoluzione delle razze, esse saranno superate. Nel sesto periodo di civiltร gli uomini si comprenderanno giร meglio, e il concetto di razza piรน non varrร . Gli uomini si ordineranno dall’interioritร , secondo lo spirito, e non piรน dal di fuori attraverso nessi fisici. Nel settimo periodo di civiltร , che rispecchierร il paleoindiano, vi sarร di nuovo una divisione in caste, perรฒ libera. Tutto nell’evoluzione si modifica di continuo, ma si nota un costante progresso. L’epoca atlantica, che รจ a metร della nostra evoluzione terrestre, ci mostra un punto importante che รจ senz’altro caratterizzato dal completo inserimento dell’io nel corpo fisico umano. Esso inizia ย alla metร dell’epoca lemurica, dopo l’uscita della luna dalla terra. Sempre l’umanitร si evolverร , e quando il concetto di fraternitร si sarร in pratica realizzato sulla terra, le razze saranno superate. Anche il karma sarร allora superato.
Che cosa รจ la legge del karma? E’ la tendenza a pareggiare in una delle incarnazioni successive ciรฒ che non era bene in una precedente. Si deve perรฒ distinguere ย fra un karma che agisce interiormente ย e un karma che opera dal di fuori. Fanno parte di quello interiore la formazione del carattere, le proprie caratteristiche ed abitudini. Fanno parte di quello esteriore le condizioni di vita nele quali si รจ posti: famiglia, popolo e cosรฌ via. Esaminiamo con maggior precisione come il karma operi nella vita fisica. Ad esempio se in una vita compaiono istinti, brame e idee, nella vita successiva, o in una di quelle successive, essi ricompaiono come abitudini. Dalle buone abitudini poi nella vita successiva si avrร un corpo fisico bello, ben fatto e sano; una cattiva abitudine produrrร nella prossima vita una malattia o la disposizione a una malattia. Cosรฌ vanno ricercate le cause di malattie nelle tendenze e nelle abitudini di una vita precedente. Il destino dell’uomo รจ invece il risultato di sue azioni precedenti. Chi in una vita darร molto amore, in un’altra avrร la caratteristica di conservarsi a lungo giovane, anche esteriormente. Chi in una vita avrร molti sentimenti di odio, in un’altra invecchierร presto. Persone che si abbandonano alla pigrizia nella vita normale, lavorando contro la spiritualitร , perdono qualcosa per una vita successiva e faticheranno a riprenderlo.
Vorrei ora aggiungere qualcosa sull’ iniziazione. In tutti i tempi, dalle sue sorgenti attinsero le guide dell’umanitร . Le grandi individualitร che presiedevano i misteri, e che noi chiamiamo i maestri, sempre guidarono l’umanitร . Per meglio comprenderlo occupiamoci ora ย del principio dell’iniziazione. Di una iniziazione impartita agli uomini si puรฒ in effetti solo parlare dal tempo della catastrofe atlantica. Anche l’iniziazione attraversรฒ infatti una sua evoluzione e modificรฒ anche le sue forme esteriori secondo la necessitร degli uomini.
Perchรฉ durante il sonno non percepiamo le impressioni dei sensi, sebbene siamo contornati dal mondo sensibile? Perchรจ il nostro intelletto non lavora durante la notte. Mentre dormiamo, nel letto rimangono il corpo fisico e quello eterico, mentre si separano il corpo astrale e l’io che vanno nel mondo spirituale. Perchรฉ nulla percepiamo nel mondo spirituale che ci circonda, nel quale pure il corpo astrale e l’io si trovano durante la notte? Perchรฉ il corpo astrale di un uomo normale, avendo abbandonato il corpo fisico la notte, non ha organi di senso astrali e quindi non puรฒ percepire. Con l’iniziazione, con gli esercizi, il caotico ammasso astrale, quale si mostra in un uomo normale, viene organizzato in modo da avere a poco a poco organi e da poter percepire durante la notte. Nella vita normale l’uomo non รจ ancora forte abbastanza per formare organi nel suo corpo astrale. Per poterlo fare, l’interiore forza umana va in sostanza molto sviluppata. Lo si ottiene con ben determinati esercizi di meditazione e di concentrazione e seguendo altre indicazioni. Il discepolo deve seguire nella sua vita di sentimento e di pensiero ben determinate idee, scegliendo cose che poco o addirittura per nulla corrispondano alla realtร . Immagini ad esempio che corrispondono a cose esteriori non sono adatte per formare l’organizzazione del corpo astrale. Poniamoci di fronte ad esempio un oggetto, come la rosacroce, una croce nera con le sette rose rosse: se l’esercizio รจ fatto con la necessaria energia e pazienza, dopo un tempo piรน o meno lungo, a seconda del proprio grado di evoluzione si sperimenterร qualcosa. Si modificherร cosรฌ il proprio corpo astrale, fornendolo di organi. Non devono essere scelte solo idee astratte, ma vanno aggiunte vere immagini della vita di sentimento e di sensazione. Solo cosรฌ si ottengono i giusti risultati.
Si distinguono tre modi di iniziazione, e tutti e tre conducono allo stesso fine. Sono tre cammini che vanno scelti secondo l’individualitร umana. Una iniziazione รจ quella della saggezza, e ad essa corrisponde la scuola indiana o orientale. La seconda, quella del sentire, รจ la cristiana. Oggi solo pochi possono seguire questa strada , perchรจ richiede una ย grandissima forza di dedizione e di devozione. La prima strada, l’indiana, รจ legata a grandi pericoli per i corpi occidentali europei, e di conseguenza non รจ quella giusta. La terza strada dell’iniziazione รจ la scuola rosicruciana, la strada iniziatica del pensare e del volere. Essa porta a un’unione con le forze delle altre vie iniziatiche. La conclusione รจ specifica per ognuna delle iniziazioni, e nel corso del suo sviluppo deve adattarsi alle singole condizioni dell’anima e alle possibilitร che sono date dai corpi umani.
Il discepolo delle antiche iniziazioni doveva giacere tre giorni e mezzo nel sepolcro ed era come morto. I suoi. corpi, l’eterico e l’astrale, erano fuori di lui e sperimentavano il mondo spirituale. Lo ierofante sovrintendeva il processo e richiamava in vita il neofita. Dopo il suo risveglio egli era un testimone del mondo spirituale. Questa era la forma dell’antica iniziazione, ma oggi non รจ piรน necessaria in quel modo. Le iniziazioni cristiana e rosicruciana agiscono tanto forte sull’uomo che egli puรฒ raggiungere ciรฒ che nell’antica iniziazione poteva venir raggiunto con l’uscita delle parti costitutive superiori del corpo fisico; si imprimono cioรจ nel corpo astrale e in quello eterico le impressioni avute nel mondo spirituale, senza quel letargo di tre giorni e mezzo. L’iniziazione moderna, se cosรฌ vogliamo chiamarla, dopo che sia compiuta la purificazione o la catarsi del corpo astrale, ha l’effetto di portare a una reale veggenza e ad una conoscenza sperimentata del mondo spirituale; le impressioni sperimentate dall’anima nel mondo spirituale si imprimono poi nel corpo astrale e in quello eterico. E’ ciรฒ che nello sviluppo occulto viene chiamato illuminazione.
Forse รจ il caso che venga caratterizzata meglio l’indicazione ascetica che Massimo Scaligero dette in anni lontani a me in incontri individuali, ma anche in quelli ai quali andavo assieme ai miei giovanissimi, che mi accompagnavano negli incontri con lui. E’ bene essere estremamente chiari, per non alterare il modello-archetipo della concentrazione, che rimane una operazione unica, che non patisce arbitrarie alterazioni.
Dico questo perchรฉ Rudolf Steiner, nella Scuola Esoterica da lui fondata e diretta a partire dal 1904, afferma esplicitamente che gli esercizi che vengono dati al discepolo della Iniziazione NON sono escogitazione “umana”, che NON sono esercizi e pratiche una sua ‘intelligente’ elaborazione personale, bensรฌ sono ‘rivelati’ e โcomunicati’ dal Mondo Spirituale, dalle Entitร divino-spirituali, dai Maestri Invisibili della Iniziazione.
E aggiunge Rudolf Steiner, che tali esercizi e pratiche devono essere eseguiti ‘wortwoertlich’, ossia ‘ad litteram‘, senza alterazione veruna da parte del discepolo praticante, che NON รจ lecito al discepolo dell’Iniziazione inventare ‘esercizi’ di sua fattura – se di Iniziazione trasmutatrice dell’umano si tratta, e non di tuttaltro che innocue pratiche in stile ‘new-age’, o forme di training autogeno, oppure le scempiaggini banalizzate, edulcorate, poetizzate, intellettualizzate, emotivamente sentimentalizzate, che vengono in maniera sciocca, insana e improvvida, vengono date per es. a medici – con tanto di ‘obbligo’ di relazione via e-mail degli eventuali risultati ottenuti, e successiva discussione comune di essi, secondo il pessimo costume yankee dei verbosi talk-shows.
L’indicazione di Massimo Scaligero circa la modalitร di esecuzione della concentrazione – la quale resta una operazione interiore assolutamente unica – fu che la concentrazione nella fase della ‘descrizione’ – eseguita con attenzione volitiva su ogni pensiero – dell’oggetto, mero pretesto per tale volitivo e concentrativamente attento pensare, puรฒ essere eseguita ‘con parole ed immagini’, ‘con sole parole’, ‘con sole immagini’ e, solo quando il processo della concentrazione รจ veramente dominato e MOLTO a lungo esercitato, evitando di formulare i pensieri della ‘descrizione intuitivamente presenti e posseduti, ‘senza immagini e senza parole’. Ma รจ una operazione difficile – come il saltare attraverso abissi e voragini – che Massimo ‘alpinisticamente’ paragonรฒ – ne ho ancora fresco nell’anima il ricordo – al “saltare di picco in picco, come uno stambecco”: questa la sua ardita e calzante ‘immagine’.
Non si tratta, dunque, del come “se si trattasse di concentrarmi sul fatto che sono concentrato….spiando la mia volontร , la sua forza di restare “uno” con il pensare con calma e massima determinazione… osservare solo questo nel silenzio interiore piรน profondo….”, anzi nella radicalitร della concentrazione volitiva รจ proprio questo ‘sdoppiamento’ tra soggetto pensante ed atto pensante che va energicamente abolito. L’atto della concentrazione รจ tanto piรน efficace ed energico, quanto piรน con vera dedizione, abnegazione, e persino immolazione, ci si immerge, ci si sommerge volitivamente in esso con ogni forza, senza riserve, senza residui, senza risparmio.
In genere la prima fase della concentrazione – la ‘descrizione’ volitiva – viene vista come faticosa, come poco o punto gratificante, e molti cercano di arrivare rapidamente, dopo un’affrettata e sommariamente eseguita prima fase, alla seconda fase vista come piรน ‘appagante, in sostanza – a loro vedere – piรน ‘riposante’. E’ un errore clamoroso: se non si รจ capaci di illimitata dedizione alla prima fase della concentrazione – quella della ‘faticosa’, ‘ingrata’ e ‘prosaica’ descrizione volitiva – non si sarร neppure capaci di trarre frutto alcuno dalla seconda fase: quella ‘contemplativa’.
La concentrazione non va affrontata con comodo misticismo, bensรฌ con energica volontร , che deve dare TUTTO di se stessa, TUTTA INTERA la propria energia, spendere TUTTA la propria forza, se vuole che nell’atto volitivamente pensante il Mondo Spirituale riversi la VITA, la prima vita che sia veramente ‘viva’, diversa da quella consunzione della vita animale e biologica, che รจ sin dalla nascita votata alla morte. Se nella prima fase della concatenazione volitiva di pensieri della ‘descrizione’ – eseguita da ‘teppisti’, mi scrisse in una lettera Massimo – si dร tutto se stessi, sino all’oblio di se stessi, si giunge poi alla immobilitร metafisica della contemplazione: ma questo stato del pensiero puro bisogna espugnarlo con feroci, ripetuti, innumerevoli combattimenti interiori alla ‘baionetta’. E’ una operazione o un atto eroico, eseguito con coscienza, libertร , dedizione, amore!
(Incisione religiosa biblica antica del XVIII secolo – Tefillin o filatteri ebraici)
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Questi precetti che oggi ti dรฒ, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi ย e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
(Deuteronomio)
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Chi abbia esperienza del processo pensante, puรฒ constatare come la condizione riflessa del pensiero sia il momento soggettivo, in cui il pensiero subisce necessariamente i limiti della mediazione fisiopsichica: momento perรฒ superabile mediante la coscienza stessa ย del momento soggettivo. Il coneguimento di questa coscienza non รจ soltanto un atto conoscitivo, ma simultaneamente ascetico: nella formazione cosciente del pensiero, conoscenza e ascesi coincidono.
(Massimo Scaligero)
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Studio e fascino. Due parole, significati differenti.
Lo studio ha a che fare con la conoscenza.
Il fascino ha a che fare con lโoggetto di studio.
Il fascino (o i sensi) รจ mezzo che porta allo studio, mezzo di cui lโuomo si libera o si dimentica nel momento in cui si immerge nellโoggetto.
Lโoggetto rivelato, conosciuto, viene consegnato agli altri uomini.
Di nuovo viene rivestito di fascino. Da oggettivo che lo scienziato aveva ricostituito il dato, la soggettivitร torna a ghermire di nuovo il fenomeno. Lโopera dello scienziato, ossia la vita donata allโoggetto fugge di nuovo via da esso che, cadavere, puรฒ essere inabitato a piacere da qualsiasi altra โcosaโ.
Lโoggetto torna ad essere interpretato, usato, mercificato in tutte le forme.
Il pensiero, esatto nellโuomo quando si fa scienziato, รจ tornato ad essere quello suscettibile dโessere ghermito e trascinato via da qualsiasi vento.
Il fenomeno viene addotto a prova e dimostrazione dei pensieri piรน svariati e trasformisti.
Il frutto di questa fedele, ferrea e codificata logica รจ la situazione sociale attuale della umanitร .
Considerando in maniera distaccata e al di fuori questo meccanismo, si puรฒ notare che la capacitร di pensiero innalzatasi dal consueto livello soggettivo e riflesso, condizionato, a quello di esattezza e oggettivitร , torna ogni volta a cadere in processi schematici e dialettici automatici associativi, in processi codificati come realtร e certificati come reali mezzi di indagine.
Si puรฒ riconoscere la โeccezionaleโ (possiamo dare a questo aggettivo sia la caratteristica di โuna tantumโ, ossia di โ fuori della normaโ, che quella di elevatezza qualitativa) capacitร dellโuso del pensiero, dellโintelletto umano. Nello stesso tempo si riconosce anche la difficoltร e incapacitร di mantenimento continuativo di siffatto straordinario pensare nella nostra vita di veglia o coscienza ordinaria.
Piรน giustamente si puรฒ osservare che lโuomo scinde nel tempo e dunque separa e distingue lโazione percettiva del mondo da quella dellโauto-percezione-coscienza di sรจ.
Il collegamento o coincidenza tra i due stati di essere รจ ciรฒ che nel suo stabilirsi permette lโinvestigazione e i suoi risultati, unione ed attivitร che perรฒ nellโuomo attuale avvengono nellโincoscienza.
La coscienza ordinaria permette di esaminare e constatare lโattuale livello evolutivo dellโuomo, il suo limite (qui inteso nella sua accezione di potenziale stimolo al suo superamento), ossia permette una verifica a posteriori, un pensare sul pensato.
Sempre cercando di rimanere al di fuori nella osservazione di questo quadro, possiamo distinguere, in senso qualitativo, il passato dellโuomo dal suo presente.
Se prima egli, pur tentando e desiderando di dare un disegno e un fine agli eventi, si ritrovava con fatalitร a considerare lโineluttabilitร di una legge superiore che genericamente possiamo chiamare Karma, attualmente riesce a percepire, seppure confusamente, che โqualcosaโ, intesa come forza e potenzialitร , puรฒ riferirsi piรน direttamente a lui, in quanto la sente piรน intima, dentro di sรจ.
Steiner definisce questo stadio evolutivo dellโuomo come quello dello sviluppo dellโanima cosciente.
Se prima un ordine, una legge, una morale, bastavano e soddisfacevano lโuomo, pur nella loro non perfezione, ora lโuomo sente, anche se oscuramente, che cโรจ qualcosโaltro di piรน intimo e appartenente a sรจ che non รจ la solita speranza del nuovo che sโaspettava sempre dallโesterno, quando una situazione non piรน soddisfacente abbisognava di nuovi interventi correttivi e migliorativi.
Lโuomo comincia a fare i primi passi verso una โcosaโ completamente nuova, che prima gli era estranea totalmente: La Sua Libertร .
Il nome che lโuomo dร alla protagonista di questi nuovi tempi ancora rientra nei metodi conosciuti di investigazione e determinazione nominale e dialettica. Non รจ fase negativa, piuttosto fase essenziale (quando non diventa stato di permanenza per scelta e chiusura di indagine) e concreta, che quando riconosciuta necessaria impedisce di ricorrere ulteriormente allโastrattismo, come terreno di percorso, e permette di difendersi da questo.
Riconoscere di essere nella dialettica รจ gia potenziale superamento di essa, possibilitร di dirigere i propri sentimenti e impulsi verso la veritร , ossia per la ricerca della vera realtร del fenomeno, in zona pre-dialettica.
La coscienza รจ potenzialitร di autocoscienza.
Lโimpresa superumana รจ dare una sostanza di vita a questa potenzialitร , a questo nome: Libertร , impresa che puรฒ ricondurre, ri-Unire, il risultato della percezione al suo percipiente nellโautocoscienza.
Perdersi nel dato e lรฌ permanere, inficia non solo la possibilitร di ricordarne e conseguirne la fonte ma anche impedisce la possibilitร dellโulteriore collegamento tra le cose, perciรฒ la sofferenza dellโumanitร , che pur nella sua eccezionalitร รจ arrivata a superare i limiti del passato, assume nuova forma e drammaticitร nel suo passare e ripassare – sbattendo, come una falena disperatamente nei riflessi, tra risultato e risultato – in una logica antiumana, convinta che nel fenomeno e nella sua quantitร sia contenuto il segreto della vita, quella Veritร , o Realtร che la Filosofia dellโuomo ha sempre tentato, impotente, di conseguire.
La madre di tutte le ferite รจ lo squarcio immenso e profondo tra lo Spirito dellโuomo (che รจ la nostalgia della Vita del pensiero) e la meravigliosa affascinante โrealtร โ del mondo fuori di noi, compreso il mistero umano allorchรจ lo consideriamo come oggetto di conoscenza.
Di questa grande archetipica ferita lโuomo conosce la sofferenza e non altro (a parte brevi illusioni di guarigione), se non un eco di racconto, affascinante, ma pur sempre solo racconto, di cui percepisce solo una atmosfera simile a quella che prova il bambino mentre, scivolando nel sonno, sente la voce familiare del genitore narrante una bella storia.
Quando lโuomo riuscirร a immettere la vita in ciรฒ che ora gli รจ accanto e dentro come morto nome, come morta parola, come astrazione e dialettica, scoprirร che tra lui e la libertร altro non cโรจ che la morte dellโillusione, lโ accettazione e assunzione totale di questa morte, perchรจ la Resurrezione del pensiero sarebbe un concetto irragionevole e privo di senso senza la sua previa Morte.
Percorrere individualmente, ognuno di noi, dal livello piรน basso e prossimo, in ascesa, il proprio pensare รจ tendere con veracitร alla veracitร .
Dalla Morte alla Vita.
In questo senso – se obiettivamente vogliamo riconoscere un valore universale allโonestร – il messaggio di Steiner, e di Scaligero, sulla educazione ed esercizio del proprio pensare, รจ il pendaglio quotidiano che dobbiamo tenere sulla nostra fronte. Una scelta dell’individuo, attraverso l’esercizio della Concentrazione, che potenzialmente cosรฌ puรฒ permettere di trovare il vero se stesso e non un qualsiasi personaggio di una fiaba, forse bello, sรฌ, ma solo nella fantasia.